LA STRADA DA HANOI A SAPA

Così decidiamo di lasciare la capitale, sempre affollata e rumorosa, per i monti ed i terrazzamenti che circondano la città e l’area di Sapa. Ancora inesperti per quanto riguarda le rotte in questo paese, ci affidiamo a Google Maps per quanto riguarda il percorso.

La rotta suggerita è la statale QL32/C che possiamo percorrere con la nostra moto (le autostrade sono interdette alle due ruote) fino alla città di Yen Bai, per poi proseguire sulla DT163 fino a Lao Cai dove prenderemo l’unica strada che conduce a Sapa, ossia la QL4D. Secondo il programma il tempo previsto per questo percorso era di poco meno di nove ore e mezza per un totale di 336 km.

La nostra prima esperienza sulle strade statali vietnamite è stato quello che definirei un piccolo incubo (vedi video a fine articolo).

Usciti dall’area urbana di Hanoi, le strade si fanno abbastanza polverose, e fin qua va anche tutto bene. Purtroppo nei giorni precedenti aveva piovuto parecchio, per cui più ci spostavamo nelle aree rurali, più le strade erano in pegiore condizione. Finchè le strade erano comunque asfaltate, la difficoltà più grande era quella di evitare le buche, ma da un certo punto in poi l’asfalto è venuto a mancare, ed al suo posto c’era solo terra, fango e pozzanghere di varie dimensioni.

Passata la città di Yen Bai di qualche chilometro, ci siamo trovati davanti ad una slavina che impediva di proseguire.
A questo punto siamo stati costretti a muoverci sulla CT05 che faceva sembrare le piste da motocross delle autostrade di lusso.

La velocità media che abbiamo tenuto in questa parte è stata di circa 20 km orari: di positivo c’è da dire che abbiamo passato tanti piccoli villaggi pieni di gente che continuava a salutarci con calore, probabilmente colpiti ed affascinati dal colore di capelli di Marion.

L’idea iniziale era quella di coprire la distanza tra Hanoi e Sapa in un giorno, ma nella realtà abbiamo dovuto fermarci due notti lungo la strada, perché guidare col buio in quelle condizioni non era una scelta particolarmente saggia!

Arrivati nell’area di Lao Cai la strada cambia repentinamente: passiamo sotto uno dei tanti ponti che sorreggono l’autostrada, il fondo ghiaioso segnato da canali lasciati dallo scorrere della pioggia, in salita con la moto carica delle valigie di due persone, arriviamo in cima alla salita sgasando e sfrizionando quando passiamo il cartello “Benvenuti nella provincia di Lao Cai” e qualche metro più avanti abbiamo la bellissima sorpresa di una strava perfettamente pavimentata.

Finalmente si poteva guidare a massima velocità. Arrivati a Lao Cai prendiamo la strada verso Sapa.
Le informazioni che avevamo su questo pezzo di strada erano di avere molta cautela in quanto i furgoni e gli auto-articolati solitamente si sorpassano a vicenda senza prestare tanta cura a chi arriva dall’altro lato.

Mentre chiacchiaravo con un ragazzo conosciuto ad Hanoi, ho ricevuto un preziosissimo consiglio. Cito testuali parole “Quando sali a Sapa mettiti dietro al veicolo più grosso e più lento che vedi, e fai tutta la strada così. Non abbiamo bisogno di persone che fanno cose stupide in questo paese, non abbiamo bisogno di eroi americani”.
Colpito dalle sue parole ho seguito alla lettera e devo dire che siamo arrivati senza nessun problema.

LA CITTÀ

Arrivati a Sapa Town aspettavamo la nostra ricompensa dopo un viaggio durato due giorni più del previsto, ma purtroppo siamo rimasti abbastanza delusi dalla città: ci sono cantieri aperti ovunque, traffico, tantissimo rumore. La città di per se non ha alcun fascino ed è difficile trovare un punto dove osservare i monti o i bellissimi terrazzamenti. Tra le pochissime attrazioni di questo posto c’è la cattedrale di Notre Dame, che se avete visto quella a Parigi potete veramente fare a meno di passare in rassegna questa.

Se siete costretti a passare la notte qui, vi consiglio di trovare un alloggio sulla strada Murong Hoa, nella zona sud-est, al limitare dell’area urbana (potete trovare i vostri alloggi QUI).

VALE IL VIAGGIO

Quello che vi consiglio invece è di provare le “Homestay” che si trovano a circa una decina di chilometri fuori dalla città: seguite sempre la Murong Hoa in direzione sud-est, prendete la TL152 e poi girate a destra sulla Ta Van, passate il ponte ed arriverete in un’area abitata molto graziosa.

Ci siamo fermati per una settimana al “Trường Giang Homestay & Restaurant” (prenotato qui), la famiglia che ci ha ospitato ha una struttura ancora in lavorazione, ma le stanze sono carine e c’è la possibilità di avere la vista sui terrazzamenti.

Il ristorante è gestito dal marito, che ha lavorato in Francia come chef, oltre che a Sapa Town, e la qualità del cibo è decisamente superiore alla media dei posti qui.

Una delle attività più praticate qui è il trekking ma bisogna stare attenti a non essere fregati da false guide locali che pullulano in questa zona. Potete riconoscerle facilmente perché sono vestite con abiti tipici della zona, molto colorati, e sono terribilmente insistenti: vi approcceranno chiedendovi da dove venite e finiranno per voler vendervi qualcosa o offrirsi come guide per qualche giro in zona, cosa che potete organizzare tranquillamente da voi, semplicemente guardando sulle mappe e chiedendo a chi vi ospita, o seguendo altri turisti!

Dopo qualche ora di passeggiate ci siamo imbattuti in un inaspettato cafè, il Luckydaisy’s Bamboo Bar, che ci ha offerto ristoro e riparo da un temporale. L’atmosfera è intima e calda, cosa che non guastava visto il crollo delle temperature causa pioggia.
La proprietaria ha acceso il caminetto per farci asciugare, mentre i Death Cab For Cutie venivano diffusi a giusto volume dagli altoparlanti.

ESPERIENZE “DI LUSSO”

Se avete un po di soldi da investire ci sono un paio di cose che vale la pena di fare.

La prima è andare sul monte Fansipan. Questo monte è il più alto dell’Indocina, ed è raggiungibile tramite una funivia sita a nord-ovest di Sapa Town. Dopo una quindicina di minuti vi troverete alla stazione del monte, da qui vi aspettano più di seicento gradini per arrivare in vetta.

Quando comprate i biglietti per la funivia vi verrà offerta l’opzione di acquistare i biglietti per la fuiculare ed evitare così le scale. Presi da avarizia ed ottimismo abbiamo deciso di farci tutte le scale a piedi, e sia per mancanza di allenamento, sia per l’aria rarefatta, arrivare in cima non è stata la passeggiata che ci aspettavamo per cui, se non siete particolarmente allenati, consiglio caldamente di prendere la funiculare e tagliare quei ripidi gradini.

Scegliete attentamente il giorno in cui andare su Fansipan, perché una giornata di sole vi regalerà scenari ed emozioni difficilmente descrivibili. Il cielo è di un blu terso e la vista sulla valle è mozzafiato. Potrete anche sventolare la bandiera vietnamita una volta arrivati in cima, cosa che da una certa soddisfazione (potete prenotare i biglietti QUI ma vi consiglio di farlo sul luogo)

Se volete coccolarvi un po e passare del tempo nel più bel resort di quest’area, la soluzione perfetta è il “Topas Ecolodge” (prenotabile qui).
Situato in cima a dei bellissimi e curatissimi terrazzamenti, bungalow con vista sui monti e su tutta la vallata, atmosfera intima e accogliente. È disponibile una spa e diversi trattamenti, ed è possibile fare il bagno in una “infinite pool” con vista sulla valle.
Il ristorante di Topas ha prezzi superiori alla media ma il cibo merita questo sovrapprezzo. Il bar sembra più che altro una sala comune dove gli ospiti si ritrovano per qualche chiacchiera, leggere ed utilizzare internet, disponibile solo in quest’area.

Se girate la zona in moto state attenti alla strada per arrivare qui, soprattutto se nei giorni precedenti ha piovuto: il percorso può trasformarsi in un vero e proprio inferno con tanto di ruscelli che diventano fiumi ed invadono le carreggiate.

IL RITORNO AD HANOI

Dopo una settimana a Sapa abbiamo lasciato le sue valli ed i suoi monti per tornare verso Hanoi. Abbiamo deciso di prendere il treno a Lao Cai e caricare la nostra moto. Il biglietto è costato 400,000 Dong a testa per il treno notturno, e il costo per caricare la moto è stato di 250,000.

Abbiamo portato la moto alle 17 in stazione, ci hanno svuotato il serbatoio (avevo messo la riserva, per cui hanno potuto svuotare solo quella) e siamo andati a mangiare qualcosa aspettando le 20.50, orario in cui il treno partiva.

Le condizioni del nostro vagone erano più che decenti, il bagno pulito e le cuccette abbastanza comode. Siamo arrivati ad Hanoi che non erano nemmeno le cinque del mattino, abbiamo preso la nostra moto dall’ultimo vagone del treno e ci siamo diretti verso il benzinaio più vicino.

Dato che il nostro hotel aveva il check-in alle 14, ci siamo recati allo Xofa Café, aperto 24 ore e con la possibilità di collassare sui divanetti. Questo cafè situato nell’ Old Quarter di Hanoi è veramente carino, gli interni sono studiati e molto accoglienti, ed è stato il posto perfetto per riposare mentre la città si stava svegliando, all’alba di una nuova frenetica giornata.


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